Toscana in guerra

1940-42

In realtA� nulla, fino alla fine del 1942, sembrava predestinare la Toscana a un ruolo strategico importante. Lontana dai teatri di guerra, con larghissimi territori rurali a popolamento rado e disperso, e altri specializzati in un turismo marino o termale che le ostilitA� avevano bruscamente ridimensionato, essa si offriva piuttosto come luogo ideale per accogliere combattenti feriti o bisognosi di riposo, oppure civili sfollati dalle cittA� bombardate, mentre le campagne, impoverite dalla mobilitazione dei giovani contadini, si prestavano ad accogliere la manovalanza coatta di prigionieri i guerra portati dai vari fronti da��Africa e della��Est da��Europa, o semplicemente a tenere in condizioni di isolamento a�?sospettia�? antifascisti ed ebrei, in primo luogo di origine jugoslava, ma anche italiani rimpatriati e inviati al confino dopo i controlli di frontiera: in totale un insieme di molte migliaia di uomini.
Le cose cambiano bruscamente con gli sbarchi angloamericani nella��Africa settentrionale francesea��tra la fine del 1942 e il settembre 1943.


1943-45
Coste e porti, soprattutto Livorno, hanno importanza rilevante per rifornimenti e movimenti di truppe tedesche
Lungo la fascia tirrenica si concentra la��azione alleata con bombardamenti e conseguente, progressiva evacuazione della popolazione civile, originando il massiccio fenomeno dello a�?sfollamentoa�?, cui si aggiunge la��obiettivo di distruzione alleata delle vie di comunicazione ferroviarie. Si stima che piA? della metA� delle 10.800 tonnellate di bombe scaricate sulla��Italia centrale sia stata destinata alla Toscana
Progressivamente cresce la��azione repressiva tedesca per il controllo del territorio (operazioni di polizia, rastrellamenti), ben sostenuta dalle autoritA� civili e militari della Repubblica Sociale Italiana, spesso autonome in azioni persecutorie verso antifascisti, renitenti, ebrei
Dal crollo del fronte di Cassino (maggio 1944), la��attenzione tedesca si concentra verso la creazione di presidi difensivi e opera sistematica di repressione nel Nord della Toscana, delineando precocemente una divisione tra i luoghi della guerra della fascia meridionale e settentrionale. Questa culminerA� con la netta separazione spazio-temporale creata dalla Linea Gotica, a Nord della quale la guerra durerA� fino alla primavera 1945, mentre a Sud si era conclusa nella��estate 1944.
Dalla Liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, inizia la ritirata verso Nord delle forze armate tedesche e la��avanzata alleata, rallentata dallo spostamento della��interesse strategico degli alleati per la��area adriatica, nella��agosto 1944. Ai combattimenti e alle distruzioni lungo le vie di comunicazione si accompagnano le violenze, che segnano la terribile a�?scia di sanguea�? determinata dalle stragi di civili
La Resistenza si caratterizza con forme diverse nelle aree della Toscana, tanto da identificare subregioni. I primi mesi dopo la��8 settembre nascono formazioni, che si giovano anche della presenza di militari sbandati della��esercito italiano e degli eserciti alleati, della��adesione di giovani, renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana. Carattere specifico della Resistenza toscana, formarsi, disaggregarsi e ricomporsi subito dopo, di una miriade di gruppi che potremmo definire prepolitico. Forte anche il fenomeno della Resistenza civile, con la��aiuto delle popolazioni, soprattutto delle campagne, ai partigiani.
Le culture politiche delle formazioni partigiane sono piA? delle cinque o sei canoniche dei Comitati di Liberazione Nazionale. I politici locali hanno un ruolo molto forte; soprattutto gli azionisti e i comunisti si sforzano di strutturarle e mantengono un legame con le popolazioni. SingolaritA� ulteriore della Resistenza toscana: attenzione alla��autodifesa e al rischio di rappresaglie sui civili. La varietA� della natura dei territori, cui si aggiunge la separazione della��estremo Nord, nella��estate 1944, fa sA� che si debba parlare di Resistenze toscane.


La guerra A? finita
Scontri partigiani, stragi di civili, che in piA? casi devastano intere comunitA�, distruzioni, provocate dai numerosissimi bombardamenti alleati, dalla furia distruttiva della��esercito tedesco in ritirata e dal danneggiamento delle vie di comunicazione della��ultima fase della guerra, lasciano nella Toscana macerie e ferite nel tessuto sociale.
Dalla letteratura popolare proviene una��efficace immagine della societA� che resta.

Bactefort

Passati dalla guerra alla pace, nei paesi e nelle campagne ancora usava vegliare, ricordare, criticare, piangere per i morti e pregare: la ripresa della vita economica andava a rilento, i sacrifici erano enormi; la��Italia era tutta da rifare.
(Duilio Tosi, detto Tosibelli,A�Urla del tramonto, Gavorrano 2007)